Chi siamo

La nostra piccola grande storia comincia forse guardando questa foto anni 50. Già da allora i derby con Urbania erano assai sentiti, e ai Vadesi non è mai mancata l’arte e la fantasia per sfottere i vicini LUMACONI.

All’inizio degli anni 70 tra i tifosi giallorossi cominciano a comparire le prime bandiere e i primi stendardi e……qualche fuoriprogramma.

Ma è nel 1979 che nasce il primo gruppo organizzato sotto il nome di “ULTRAS COMMANDOS GIALLOROSSO”. In quel periodo alcuni ultras vadesi frequentano spesso la mitica Curva Sud Romanista, dalla quale oltre al nome porteranno a Sant’Angelo in Vado, anche i cori e il modo di tifare. I COMMANDOS accompagneranno la VADESE fino alla salita nel campionato Interregionale, dividendo il tifo nei primi anni 80 tra stadio e palas, dove il Volley femminile sfiora la promozione in serie B.

Nel campionato 1985-86 una nuova banda prende le redini del Commandos. Da allora alcuni di questi ragazzi non hanno mai mollato e sono ancora presenza costante tra gli Ultras per sostenere “il VADO”. Nella stagione 86-87 sulle ceneri del Commandos nascono gli “INDIANS” e le “BRIGATE GIALLOROSSE”. Un anno dopo gli Indians prenderanno il nome di “BEVI&SCOLA”. In questo periodo la Vadese conosce calcisticamente l’apice della sua storia, arrivando ad un passo dalla C2. Mitiche del periodo le sfide con il Poggibonsi e il Gubbio. Da ricordare inoltre anche le trasferte ad Assisi, Città di Castello, Foligno dove nascerà un rapporto di stima con i locali Hooligans Warriors.

Verso la fine degli anni 80 tornano i derbissimi con l’Urbania, e gli Ultras della Vadese danno puntualmente lezione di tifo. La presenza numerica sugli spalti è massiccia, “purtroppo” a volte, anche sul terreno di gioco. L’invasione di campo contro la Colligiana è ancora nella mente di tutti, compresa quella dell’arbitro Bolognino, che una volta passato tra i professionisti, in una intervista sulla Gazzetta dello Sport, ricorderà lo Stadio Comunale di Sant’Angelo in Vado come uno dei campi più caldi. Agli inizi degli anni 90,tra qualche tafferuglio e qualche squalifica di campo, si vedono i primi striscioni “CERES GROUP” e “NEURO”copiati poi nel panorama ultras da molte tifoserie più blasonate. Nel 1992 tra le giovani leve si costituiscono piccole entità come i “VIKING”e gli “HANGMEN”che poi prenderanno il nome di “BRIANARCOS”. Durante queste stagioni vanno ricordate le trasferte a Bastia Umbra, Chianciano, S. Croce sull’Arno, Gubbio, Faenza, Russi, S.Marino, Santarcangelo di Romagna, Senigallia, Macerata, Riccione, Forlì, quest’ultima con la squadra già caduta in Eccellenza.

All’inizio del torneo 1993-94 sulla scia della delusione della retrocessione si sciolgono alcuni gruppi e qualche vecchio passa la mano. Il nucleo duro, però non molla, anzi ne esce più temprato. Gli Ultras della Vadese ,sorretti dal Bevi & Scola e dai Viking, scelgono la linea di un tifo più spontaneo. Sostenere una squadra da vertice è facile per tanti; andare allo stadio quando ti confronti con Lucrezia non è certo uguale che sfidare il Ravenna. Proprio per tali motivi nel recente decennio gli Ultras della Vadese crescono in qualità e in mentalità, orgogliosi di difendere una fede di un paese di appena 4.000 abitanti. Si va a Jesi, San Benedetto, Civitanova, si diventa tifosi prima del proprio gruppo, della propria cittadina e poi della squadra. Numerose diffide, un’altra retrocessione, rarissime soddisfazioni provenienti dalla società, con la quale spesso il rapporto diventa infuocato, non spengono gli Ultras della Vadese. Fortunatamente giocando nelle categorie minori, i divieti di accesso agli stadi, possono essere in qualche maniera superati. Utile diventa così una collinetta vicino al Comunale per seguire le gare casalinghe come un ponte a Piobbico e un campo di grano a Fossombrone.

La costanza conservata nel tempo,oltrepassando una marea di ostacoli, compresa la nascita della Pay Tv e l’imborghesimento generale, rappresenta il nostro vanto, contrariamente ad altre realtà vissute sull’entusiasmo di successi e scomparse immediatamente davanti le prime difficoltà. I complimenti e la considerazione manifestati da diverse tifoserie, costituiscono per gli Ultras Vadese il premio più importante.

È fuori di dubbio che i nostri panni sporchi ce li siamo come tutti lavati all’occasione, e oggi a distanza di tanto tempo siamo ancora qua, liberi di andare dove ci porta il cuore e sempre con la Tigna Vadese a fior di pelle.